In questa recensione dell’Hegel HD30 raccontiamo l’esperienza d’ascolto di Riccardo Morigi con uno dei DAC Hi End più importanti della produzione Hegel.
La prova si è concentrata soprattutto sulla qualità della conversione digitale analogica dell’HD30, utilizzando la connessione USB e confrontando file in qualità CD, Hi Res e DSD.
Hegel HD30: la prova d’ascolto
Per questa prova non ho utilizzato tutte le funzioni di connettività e controllo dell’Hegel HD30, perché ero interessato soprattutto a valutarne le prestazioni come DAC Hi End.
Ho quindi utilizzato la connessione USB con un cavo di buona qualità, concentrandomi esclusivamente sulla resa sonora del convertitore.
Nonostante il setup utilizzato per il test fosse composto dalle mie AR-5 abbinate all’amplificazione Arcam, il risultato è stato di altissimo livello.
Già dai primi ascolti sono rimasto colpito soprattutto dalla pulizia, dalla definizione e dalla nitidezza del suono.
Dinamica, dettaglio e naturalezza
Con l’Hegel HD30 ho percepito immediatamente una maggiore estensione dinamica e una migliore definizione sia alle alte sia alle basse frequenze.
Uno degli aspetti che mi ha colpito maggiormente è la limpidezza della riproduzione. Con le registrazioni migliori gli strumenti acquistano una naturalezza e una presenza tali da dare quasi l’impressione di trovarsi realmente davanti all’ascoltatore.
Anche il rumore di fondo risulta estremamente contenuto, contribuendo alla sensazione di pulizia generale dell’ascolto.
Hegel HD30 con file in qualità CD
La differenza più evidente rispetto al mio DAC abituale l’ho notata soprattutto ascoltando file in qualità CD a 16 bit / 44,1 kHz.
Il mio Asus Xonar Essence One MUSES Edition offre una buona resa sia con file in qualità CD sia con materiale ad alta risoluzione, ma esprime il meglio soprattutto con file a 24 bit / 96 kHz o 24 bit / 192 kHz.
Con l’Hegel HD30 la sensazione è diversa: anche una normale registrazione in qualità CD sembra acquistare maggiore definizione e profondità.
La scena sonora risulta precisa e permette di individuare con facilità la posizione degli strumenti sul palcoscenico virtuale.
Ascolto di file Hi Res e DSD
Passando a registrazioni ad alta risoluzione, come file 24 bit / 96 kHz, 24 bit / 192 kHz e DSD, emergono ulteriormente la capacità di risoluzione e la naturalezza dell’HD30.
I piccoli dettagli presenti nella registrazione diventano particolarmente evidenti: il movimento delle dita sulle corde di una chitarra, il rumore meccanico dei pedali di un organo, l’attacco del martelletto di un pianoforte o l’impatto del pedale sulla grancassa.
Non sono semplicemente dettagli messi in primo piano: contribuiscono alla sensazione di presenza e realismo della registrazione.
Scena sonora e ricostruzione degli strumenti
Uno dei punti di forza dell’Hegel HD30 è la capacità di ricostruire una scena sonora molto leggibile.
Gli strumenti occupano una posizione precisa nello spazio e mantengono una buona separazione anche quando la registrazione diventa complessa.
Gli strumenti a corda acquistano corpo, mentre fiati e percussioni risultano particolarmente realistici e dinamici.
Hegel HD30 nell’ascolto in cuffia
Ho provato l’Hegel HD30 collegato anche a un amplificatore per cuffie durante gli ascolti serali e il risultato ha confermato le impressioni avute con i diffusori.
Le AR-5 utilizzate nel sistema di prova hanno limiti naturali nell’estensione più profonda delle basse frequenze. Utilizzando cuffie capaci di scendere maggiormente in gamma bassa è stato possibile apprezzare ancora meglio la profondità e il controllo del DAC.
Proprio la resa delle basse frequenze è uno degli aspetti che mi ha fatto venire voglia di ripetere la prova con le mie Monitor Audio.
Alcuni ascolti con Hegel HD30
Con registrazioni pop ben prodotte, come Girl on Fire di Alicia Keys, l’HD30 riesce a estrarre moltissime informazioni anche partendo da un file in qualità CD.
Con registrazioni di Diana Krall in alta definizione emergono invece particolarmente bene naturalezza delle voci, spazio e dettaglio degli strumenti.
Ottimo anche il comportamento con la musica classica: nei pieni orchestrali non ho percepito particolari sensazioni di compressione e la scena rimane ordinata anche nei passaggi più complessi.
Hegel HD30 recensione: le conclusioni
Dopo questa prova considero l’Hegel HD30 un DAC capace di offrire un livello di dettaglio, naturalezza e ricostruzione della scena sonora di altissimo livello.
Ciò che mi ha colpito maggiormente non è soltanto la resa con file Hi Res, ma soprattutto la capacità di ottenere risultati eccellenti anche dalle registrazioni in qualità CD.
Passando dal mio DAC abituale all’HD30 ho spesso avuto la sensazione di ascoltare lo stesso album in una versione più definita, aperta e ricca di informazioni.
Il prezzo dell’HD30 lo collocava chiaramente nella fascia Hi End, ma considerando qualità costruttiva e prestazioni rappresentava un prodotto capace di confrontarsi con convertitori di livello molto elevato.
L’Hegel HD30 è oggi un modello fuori produzione. Puoi scoprire le elettroniche attualmente disponibili nella pagina dedicata a Hegel Hi-Fi oppure consultare la nostra selezione di convertitori DAC.